Parcheggiare a Lamezia è facile, basta non avere la macchina
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Dal pronto soccorso all’aeroporto, passando per il centro città: tra soste difficili e servizi da ripensare, il problema della mobilità a Lamezia
Sono andato al pronto soccorso per accompagnare una persona malata. Arrivato davanti all’ingresso, un signore in divisa mi ha detto che dovevo far scendere il paziente e andare a parcheggiare nell’area consentita, dall’altra parte.
Ho chiesto se fosse possibile lasciare l’auto per pochi minuti, giusto il tempo di accompagnarlo dentro e sbrigare le prime pratiche. La richiesta è stata declinata.
Mi sono chiesto: e se il paziente non fosse stato in grado di camminare? Se fosse stato anziano, confuso o semplicemente bisognoso di essere accompagnato?
Forse basterebbe prevedere davanti all’ingresso un piccolo spazio, anche per sole tre o quattro automobili, con una sosta massima di 20 o 30 minuti. Non per parcheggiare comodamente, ma per consentire a chi accompagna un malato di poterlo aiutare ad entrare senza dover lasciare la macchina a distanza.
E non è l’unico caso.
Aeroporto. Quando fu costruito, era possibile fermarsi sul lato destro della strada di arrivo o in fondo, accompagnare con calma un viaggiatore fino all’ingresso e poi ripartire. Oggi accompagnare qualcuno in partenza o andare a prendere una persona in arrivo sembra diventata una piccola gara contro il cronometro.
Centro città. Un tempo la sosta era libera e, nonostante la presenza degli uffici e delle principali attività commerciali e professionali, si riusciva a parcheggiare con maggiore tranquillità.
Poi molti servizi pubblici e diverse attività private si sono spostati altrove e sono comparsi i parcheggi blu a pagamento. Inizialmente ai residenti di alcune zone veniva garantito un contrassegno gratuito, valido per due targhe. Successivamente anche questa possibilità è stata ridotta, con la sosta a pagamento estesa a un numero sempre maggiore di utenti.
Il problema è che una politica dei parcheggi troppo rigida rischia di rendere meno accessibile il centro, soprattutto per chi arriva dalle periferie o dai comuni vicini. E questo può finire per favorire, inevitabilmente, le aree commerciali e i luoghi di aggregazione più facilmente raggiungibili in automobile.
La stazione di Sant’Eufemia, invece, è interessata da una ristrutturazione complessiva. Vedremo come cambieranno gli spazi e, soprattutto, quanto saranno funzionali alle esigenze di chi deve accompagnare o prendere un viaggiatore.
Lamezia Terme è un comune molto esteso. Le automobili sono aumentate, mentre il trasporto pubblico non riesce ancora a coprire in modo adeguato tutte le esigenze di mobilità. In molte zone, soprattutto periferiche, utilizzare l’auto non è una scelta ma una necessità.
Per questo forse sarebbe utile ripensare la gestione dei parcheggi con una visione un po’ diversa: non soltanto come strumento per regolamentare la sosta o generare entrate, ma anche come servizio al cittadino.
Servono spazi per chi deve accompagnare un malato, maggiore attenzione alle esigenze di chi utilizza aeroporto e stazione e un equilibrio tra sosta a pagamento e accessibilità del centro.
Perché parcheggiare non dovrebbe essere un’impresa. Soprattutto quando non si chiede un posto per ore, ma soltanto qualche minuto per aiutare qualcuno.
Marcello Turco