Lamezia Terme. Quando fare il pieno diventa un lusso
2 min read
[do_widget_area]
“Famiglie in ginocchio, istituzioni in silenzio”
Comunicato Stampa
C’è un’Italia che non fa più i conti a fine mese, li fa ogni giorno davanti a una pompa di benzina. A Lamezia Terme, come nel resto della Calabria, il caro carburante non è più una voce di bilancio: è diventato un muro.
Benzina oltre i 2,40 euro al litro e diesel a 2,50 euro in media nazionale, con punte in Calabria ancora più alte secondo Federconsumatori. Rispetto a febbraio, un pieno di gasolio costa 31,7 euro in più, uno di benzina 24,3 euro in più. Per chi deve andare a lavoro, accompagnare i figli a scuola, andare dal medico o fare la spesa, l’auto non è una scelta: è una condanna a pagare.
E intanto le famiglie non riescono più a garantirsi nemmeno il minimo vitale. Lo dicono i cittadini scesi in piazza :ogni euro in più al distributore significa meno risorse nelle tasche delle persone. Lo dicono gli autotrasportatori riuniti in assemblea straordinaria proprio a Lamezia Terme, gli agricoltori, i pescatori, i commercianti. Categorie che portano il cibo sugli scaffali e i medicinali nelle farmacie, oggi costrette a chiedersi se andare avanti conviene ancora.
*Il Governo che fa?*
Festeggia un tetto di 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il diesel concordato con Eni, IP e Q8 per 30 giorni. Trenta giorni e non in tutta Italia. Come se la crisi avesse una scadenza e riguardasse solo una parte del Paese.
Niente taglio strutturale delle accise, anzi sul diesel lo sconto si è ridotto da 17 a 6,1 centesimi. Solo annunci, passerelle e ringraziamenti alle compagnie petrolifere, mentre le famiglie fatichino a mettere insieme il pranzo e la cena.
La Regione sta a guardare?
La Calabria è la regione dove il caro carburante colpisce di più, dove gli stipendi sono fermi e ci si muove solo su gomma per infrastrutture vetuste. Eppure dalla Cittadella regionale arrivano solo appelli generici a “agire bene e in fretta”, mentre si aggiunge la beffa del maggior rincaro sui ticket sanitari d’Italia.
E il Comune di Lamezia da che parte sta?
I promotori della protesta lametina hanno invitato il sindaco e tutti i gruppi consiliari, di maggioranza e opposizione, a scendere in piazza ad ascoltare. Perché, come scrive un cittadino in una lettera aperta, “non le chiediamo di risolvere da solo il prezzo del carburante… ma le chiediamo di fare il primo passo e farsi portavoce delle difficoltà dei cittadini.
Finora, silenzio. Nessuna presa di posizione forte, nessuna delegazione a Roma o a Catanzaro per dire che Lamezia non ce la fa più.
La domanda resta, semplice e drammatica come quella posta dal palco di Corso Nicotera: quanto ancora dovranno pagare le famiglie prima che il problema venga affrontato concretamente?
Uscite fuori dalle vostre sedi.
Siate in prima fila a difendere i cittadini,soprattutto i più bisognosi e i più poveri.
Noi esprimiamo vicinanza e solidarietà a quanti lottano per sopravvivere.
IN Lamezia Terme
Lamezia Maltrattata
Sicurezza Lavoro e Sanità
Malati Cronici del Lametino.