Ottobre 7, 2026

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Kataos incanta con “Fatina mia”: Pinocchio rivive alla Rocca dei Terzi

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Kataos incanta con “Fatina mia”: Pinocchio rivive alla Rocca dei Terzi
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L’artista canosina protagonista della mostra curata da Giorgio Grasso, con un’opera dedicata al legame tra il burattino e la Fata dai capelli turchini

L’arte di Kataos arriva in Emilia-Romagna, alla Rocca dei Terzi di Sissa Tre Casali, nel Parmense, dove è stata allestita una prestigiosa esposizione di arte contemporanea ispirata a Pinocchio.

La mostra, curata dal critico d’arte e storico Giorgio Grasso, riunisce circa cento artisti provenienti da diverse regioni italiane e trova spazio nella suggestiva cornice della Rocca medievale, caratterizzata da un imponente torrione alto 27 metri e inserita nel Circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.

L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni dedicate al bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini, divenuto celebre con lo pseudonimo di Carlo Collodi, autore de Le avventure di Pinocchio, pubblicato per la prima volta a Firenze nel febbraio del 1883.

Tra gli artisti coinvolti anche Kataos, artista canosina, che partecipa alla collettiva con l’opera “Fatina mia”, dedicata al rapporto tra il celebre burattino e la Fata dai capelli turchini.

«Ovviamente non potevo mancare – racconta Kataos – e sono onorata e orgogliosa di partecipare a questa importante rassegna in Emilia».

Nella sua opera l’artista ha scelto di concentrarsi sul legame tra Pinocchio e la Fata, raccontando attraverso la pittura un sentimento fatto di tenerezza, fragilità e speranza.

«Ho voluto rappresentare Pinocchio insieme alla sua Fatina dai capelli turchini – spiega –. Nei suoi occhi c’è tutta la tenerezza di un burattino che la osserva, ripensando alle sue promesse non mantenute, alle bugie e alle tante peripezie vissute».

“Fatina mia” diventa così una riflessione sulla condizione umana e sul percorso di crescita del protagonista. Pinocchio, ancora imprigionato nella fragilità del suo corpo di legno, conserva il desiderio di trasformarsi e diventare finalmente bambino.

«È la fragilità dell’essere umano – prosegue Kataos – racchiusa in un corpo di legno che sogna di spiccare il volo e arrivare al lieto fine. E per riuscirci ha bisogno dell’aiuto di una fata, perché da soli non si è nessuno e per volare servono due ali».

La mostra rappresenta quindi non soltanto un omaggio al personaggio creato da Collodi, ma anche un’occasione per rileggere attraverso linguaggi artistici differenti una delle figure più conosciute e amate della letteratura italiana.

Il vernissage dell’esposizione di arte contemporanea “Pinocchio” è in programma sabato 3 ottobre 2026, alle ore 18, alla presenza delle autorità, degli artisti partecipanti e del pubblico.

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