Ottobre 7, 2026

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L’eredità di un innovatore: l’omaggio all’archeologo Roberto Spadea

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L'eredità di un innovatore: l’omaggio all'archeologo Roberto Spadea
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Allievi, colleghi e istituzioni ricordano la figura dello studioso che ha segnato la ricerca archeologica e la valorizzazione del patrimonio lametino

Lo scorso sabato 26 settembre, nella suggestiva cornice del chiostro di San Domenico, si è tenuto un evento fortemente voluto dall’Associazione Archeologica Lametina per onorare la memoria del dott. Roberto Spadea.

L’incontro, carico di emozione, ha visto la partecipazione di numerosi allievi, colleghi e amministratori che, negli anni, hanno condiviso con lo studioso l’attività di ricerca nel territorio.

Ad aprire i lavori è stata Simona Bruni, attuale direttrice del Museo Archeologico Lametino, che ha ricordato il ruolo cruciale di Spadea nella fondazione dell’istituzione museale stessa. A seguire, il Presidente dell’Associazione Archeologica Lametina – Rocco Purri – ha ripercorso gli esordi dell’archeologo nel territorio, ricordando le ricerche del 1974 presso la villa romana di Pian delle Vigne, a Falerna.L'eredità di un innovatore: l’omaggio all'archeologo Roberto Spadea

Nel corso della serata, i relatori hanno condiviso preziose testimonianze delle loro collaborazioni. Tra questi, il suo ex allievo Alfredo Ruga – oggi funzionario archeologo della SABAP (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone) e responsabile per l’area di Lamezia Terme – e l’archeologa Maria Teresa Iannelli, già direttrice del Museo Archeologico “Vito Capialbi” di Vibo Valentia. Quest’ultima ha rievocato una tappa fondamentale della carriera di Spadea: il restauro dei Bronzi di Riace. Un’operazione all’avanguardia per l’epoca, caratterizzata dall’allestimento di un “cantiere aperto” (probabilmente il primo in Italia) che permise al pubblico di assistere dal vivo ai lavori; un aneddoto che ha suscitato grande curiosità tra i presenti.

Sono seguiti gli appassionati interventi dell’archeologa Agnese Racheli, storica collaboratrice giunta da Roma insieme a Mario Noviero, nipote dello studioso, dell’archeologa Anna Maria Rotella e del professor Lucio Leone. Quest’ultimo, membro dell’Associazione, ha voluto ricordare la donazione al neonato museo cittadino dei reperti paleolitici rinvenuti a Casella di Maida da Dario Leone, poi musealizzati proprio da Spadea. L’ex sindaco Doris Lo Moro ha infine evidenziato due pietre miliari per la storia culturale della città: l’inaugurazione del Museo Archeologico e la mostra del tesoro di Terina, definita un evento straordinario e irripetibile.L'eredità di un innovatore: l’omaggio all'archeologo Roberto Spadea

Pur affrontando tematiche diverse, tutti gli interventi hanno fatto convergere l’attenzione su un punto: Roberto Spadea non è stato solo un eccellente archeologo, ma un vero innovatore. La sua visione si è tradotta nella promozione di una partecipazione attiva e fattiva ai cantieri di scavo, come avvenuto al Castello Normanno di Nicastro, all’Abbazia Benedettina, a Terina e alla chiesa dei Santi Quaranta presso Caronte. Un approccio che, nel tempo, ha coinvolto centinaia di studenti – alcuni dei quali presenti in sala – educandoli all’azione efficace di tutela e al rispetto del patrimonio culturale, inteso come bene di tutta la comunità.

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