Lamezia, vecchio Palazzo di Città: «Affreschi a rischio»
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Italia Nostra denuncia il degrado dell’ex Municipio di Nicastro e chiede chiarezza sui fondi
Comunicato Stampa
È il cuore storico di Nicastro, è la memoria istituzionale della città. Eppure il vecchio Palazzo di Città di Nicastro, l’ex Municipio, è da anni il simbolo più doloroso dell’incuria amministrativa lametina.
Un edificio ricco di opere importanti, che Italia Nostra denuncia da oltre un decennio, lasciato al degrado mentre i fondi per il suo recupero sono andati, per l’ennesima volta, in malora.
Lo scrigno di Giorgio Pinna
Non tutti, forse, sanno cosa custodisce quel palazzo. Al piano nobile, nell’ex sala consiliare di Nicastro, si trova uno dei cicli pittorici più importanti del Novecento calabrese: 40 metri quadrati di affreschi realizzati nel 1923 dal maestro Giorgio Pinna.
Su commissione dell’Amministrazione del tempo, Pinna affrescò le quattro pareti della sala consiliare con opere di altissimo valore cromatico e storico: “Brenno e la vittoria sui Romani”, “Il trionfo di Roma”, “Il Seminatore” e “Gesù scaccia i mercanti dal tempio”. Due tele di oltre 11 mq e due di oltre 8 mq.
Opere che oggi sono a rischio umidità, infiltrazioni e abbandono. Un patrimonio che in qualsiasi città europea sarebbe museo civico.
Fondi annunciati, fondi persi.
Quante volte abbiamo sentito parlare di restauro?
Negli atti ufficiali del Comune il vecchio Palazzo di Città rientra negli interventi di Agenda Urbana con una dotazione di 18,5 milioni di euro destinati al Castello, all’ex Palazzo di Città, al Teatro Umberto e ai beni confiscati.
Poi, a marzo 2025, la conferenza stampa dell’allora Sindaco Mascaro: annunciati 10 milioni di euro dal PNRR per il completamento del Palazzo di Città e la nuova piazza San Benedetto.
Fondi annunciati…anche in presenza del sottoscritto come rappresentante di Italia Nostra ed in presenza del Sindaco e del presidente del Consiglio di allora. Risultato? Cantiere fermo?Mai partito, ponteggi che arrugginiscono, opere d’arte che si sfarinano. Come sempre, la burocrazia, le varianti, le proroghe. E i fondi che, se non spesi entro le scadenze europee (agosto 2026 per il PINQuA), rischiano di tornare indietro.
Come sezione di Italia Nostra di Lamezia Terme abbiamo protocollato più esposti e richieste di accesso agli atti. Chiediamo oggi pubblicamente:
1. A quanto ammontano ad oggi le somme effettivamente spese e rendicontate per l’ex Palazzo di Città?
2. Qual è lo stato di conservazione certificato dalla Soprintendenza (SABAP) degli affreschi di Giorgio Pinna?
3. Quando partirà un restauro filologico vero, che restituisca alla città la sua Sala del Consiglio storica come spazio museale e civico?
Non si può continuare a parlare di “rigenerazione urbana” mentre si lascia morire il Palazzo che ha fatto la storia urbana di Lamezia.
Il vecchio Palazzo di Città non è un rudere. È un monumento. E va trattato come tale.
Restituitecelo! È sempre troppo tardi.
Giuseppe Gigliotti
Italia Nostra Lamezia Terme