Ottobre 8, 2026

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Scuole e caldo, Gigliotti: «In Calabria si arriva sempre in ritardo»

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L’Associazione Malati Cronici del Lametino chiede un piano straordinario per adeguare gli edifici scolastici al cambiamento climatico

Comunicato Stampa

Scuole bollenti in Calabria: la raccolta firme per spostare l’inizio è l’ennesima prova di un ritardo cronico.

Come Associazione Malati Cronici del Lametino prendiamo atto della raccolta firme in atto in Calabria per chiedere lo slittamento dell’inizio dell’anno scolastico a causa del caldo estremo Prendiamo atto di un ulteriore fallimento perché non si è in grado di intervenire tempestivamente.

Non è dignitoso, né sicuro, far stare 25 bambini in un’aula a 35 gradi, senza un condizionatore, senza ventilazione, con il rischio di disidratazione e malori.

Lo diciamo da anni: in questa regione si arriva sempre in ritardo. Emergenza cronica.

È successo pochi giorni fa con il West Nile Virus a Lamezia Terme: si attiva un piano straordinario contro le zanzare a fine agosto, quando il virus circola già da settimane. Succede oggi con le scuole: ci si accorge il 1 settembre che fa troppo caldo per andare a scuola.

Non possiamo continuare a gestire il caldo estremo come se fosse un evento eccezionale. Il calendario calabrese prevede 206 giorni contro i 200 minimi di legge.

Ma io voglio porre una domanda più scomoda: perché le scuole calabresi non sono dotate dei comfort minimi?

Perché un bambino asmatico, un ragazzino diabetico, un alunno con patologie cardiache deve rischiare un malore in classe per colpa di un edificio fatiscente?E perché i dirigenti preposti non si preoccupano adeguatamente?

Le nostre scuole sono per lo più strutture degli anni ’60, senza isolamento termico, senza infissi adeguati, senza climatizzazione. Mentre si spendono milioni per altro, si lascia che i nostri figli studino in condizioni che mettono a rischio la loro salute.
Tante sono in condizioni prive di agibilità e necessità fondamentali. La salute prima di tutto. Salute significa dotare le scuole di sicurezza,comfort,di agibilità e di adeguati strumenti sia per il caldo che per il freddo. Da noi è solo e sempre emergenza. Che significa che di dovere non ha assolto i compiti a cui è preposto. Chi paga?Chi ne risponde?

Ma sia chiaro: il rinvio sarebbe un cerotto. La cura è un piano straordinario di edilizia scolastica.

Chiediamo alla Regione Calabria e ai Comuni:

1. Un censimento immediato delle scuole non climatizzate;
2. L’uso di fondi per installare condizionatori, pannelli solari e isolamento termico;
3. Un piano triennale che adegui le scuole al cambiamento climatico, che non è più un’emergenza, ma la normalità.

I malati cronici lo sanno bene: prevenire è meglio che curare. E vale per le zanzare, per l’emodinamica che ci hanno tolto, e vale anche per la scuola dei nostri figli.Sopratutto per loro.

Giuseppe Gigliotti
Presidente Associazione Malati Cronici del Lametino.

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