Ottobre 7, 2026

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Conflenti, tra le rovine del vecchio carcere riaffiora la storia della Triponia

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Conflenti, tra le rovine del vecchio carcere riaffiora la storia della Triponia
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Abbandonati all’incuria i resti dell’antica struttura militare e i primi insediamenti del borgo. L’appello della poetessa Lucy Stranges: «Le istituzioni salvino la memoria di questo luogo dall’oblio»

CONFLENTI – A raccontarci questa storia è Lucy Stranges, nota poetessa e scrittrice conflentese, che con lo sguardo sempre rivolto alla memoria del suo paese ha voluto condividere con la nostra redazione un ritratto profondo e accorato del borgo.

La storia di una comunità, infatti, affonda le proprie radici nel nome che porta, nei racconti dei suoi abitanti e nelle pietre posate dai suoi fondatori. Riscoprire queste origini non è un mero esercizio di stile, ma un atto d’amore necessario per riscattare i luoghi dall’oblio. Conflenti, tra le rovine del vecchio carcere riaffiora la storia della Triponia

A Conflenti, ai piedi del Monte Reventino, la natura nasconde ancora antichi e preziosi tesori.

Tutto ha inizio nei pressi de l’uartu i Stiddri, dove sorgono i resti dell’antico carcere militare noto come a Triponia. È in questa zona che la storia locale si intreccia con la nascita stessa di Conflenti: qui videro la luce i primi insediamenti abitativi di cui si conservi memoria, sorti – secondo la tradizione – tra le Pagliare e ru Vaddruni.Conflenti, tra le rovine del vecchio carcere riaffiora la storia della Triponia

La struttura fortificata aveva perso la sua funzione originaria già molto tempo fa: negli anni Venti del Novecento, infatti, non ne rimanevano che le murature perimetrali. Chi attraversava la soglia d’ingresso in epoca passata si trovava di fronte a un imponente portone in legno con una grande maniglia, sormontato da una nicchia che custodiva, con ogni probabilità, la statua di un santo. Da lì si accedeva a un suggestivo cortile lastricato in pietra, cinto da mura a secco che sostenevano le case circostanti.

Di quella memoria, purtroppo, restano oggi soltanto i frammenti. Fino a circa cinque anni fa era ancora visibile la volta originale del cortile, prima che un’ondata di maltempo ne provocasse il definitivo crollo. Da allora, lo spazio centrale è invaso da macerie, detriti frutto dell’inciviltà e vegetazione spontanea. Un sito di grande rilevanza storica e paesaggistica che meriterebbe la tutela della Soprintendenza per i Beni Culturali versa invece in uno stato di grave abbandono.Conflenti, tra le rovine del vecchio carcere riaffiora la storia della Triponia

Con la sua testimonianza, la scrittrice intende richiamare l’attenzione delle autorità e delle istituzioni competenti, chiedendo un intervento urgente di recupero e valorizzazione dell’area.

«Neppure i nostri anziani conoscevano fino in fondo la storia antica della Triponia», ha raccontato Stranges ai nostri microfoni. «Ci dicevano soltanto che lì un tempo c’era un carcere e ci raccomandavano di non avvicinarci perché era pericoloso e si rischiava di cadere. La nostra curiosità di bambini si fermava di fronte alle loro avvertenze: se i vecchi del paese dicevano di non andare in un posto, noi obbedivamo».Conflenti, tra le rovine del vecchio carcere riaffiora la storia della Triponia

Salvare queste rovine significa ridare a Conflenti una parte della sua storia più importante, che altrimenti andrebbe dimenticata e con il tempo definitivamente sepolta.

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